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La saletta

I lavori in saletta continuano











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Saletta sadomaso

I lavori continuano

 



 




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Esempio legatura



Questo tipo di legatura e' molto "stringente" ma non scomoda, e' piuttosto scenografica con tutto l'incrociare di corde sul corpo ma non esageratamente difficile da eseguire e lascia il partner disponibile per proseguire il gioco con altre attivita'.





Iniziate con piegare in due una corda piuttosto lunga, visto che tutta la legatura verra' eseguita con una sola corda, poi poggiate la parte centrale della corda DIETRO il collo del partner in maniera tale che i capi sciolti si trovino a passare sul davanti del corpo





Senza incrociare i capi, fateli passare sotto le ascelle e portateli dietro la schiena






Incrociateli e riportateli davanti





Fateli passare nell interno delle cosce senza incrociarli e fateli uscire da dietro. Non so' se avete notato, ma se il partner non e' Consensuale ..... difficilmente riuscireste ad eseguire questa tecnica. all'inizio sarebe costretti a girare intorno tutte le volta ma con la pratica riuscirete a fare i vari passaggi rimanendo in una sola posizione, abbracciando (bondage dolce) il partner quando dovete lavorare sull'altro lato!





A questo punto avvolgete ogni polso con uno dei capi di corda, senza incrociarli, separatamente ed in maniera che i polsi restino vicino alla schiena




Adesso passa i lembi della corda intorno alle cosce dall'esterno facendo in modo di tirare i polsi separatamente, fino a che entrambi non rimangano proprio dietro le cosce




A questo punto annodate la corda davanti et voila', fatto!













I vantaggi di questa tecnica sono tanti, innanzi tutto e' molto sicura, non importa quanto il partner si agiti o cerchi di contorcersi, la corda non scivolera' mai e l'unico nodo resta in una posizione irraggiungibile.
Non costringe nessuna parte del corpo in una posizione anomala, le braccia sono distese e quindi puo' essere portata per periodi lunghi senza pericolo di formicolii (se non avrete stretto troppo) o crampi.

Permette al partner di stare straiada sulla schiena in posizione comoda, senza pesare sui polsi incrociati dietro la schiena come succede normalmente E .... avete notato che le parti intime restano disponibili?

Potete migliorare ulteriormente questa tecnica rendendola ancora piu' stringente con varie tecniche.

Innanzi tutto, invece di avvolgere semplicemente i polsi separatamente, potete fare un nodo manetta su ogni capo ed applicarlo al polso. In questo modo, se il partner tira i polsi, il nodo si stringe. Attenzione, ovviamente questo puo' essere un vantaggio e rendere il tutto piu' sicuro ma richiede maggiora attenzione da parte vostra per verificare che i nodi manetta non blocchino la circolazione dei polsi.








Il metodo piu' semplice e' quello di passare una corda intorno alla vita e stringere cosi' le braccia contro il corpo.
Il movimento delle braccia e' molto ridotto ma la posizione resta ragionevolmente comoda



Se il partner e' particolarmente flessibile, potete legare i gomiti e cercare di avvicinarli. In questo modo non ci sara' piu' nessuna possibilita' di movimento ma la posizione diventa scomoda e la partner non potra' piu' stare sdraiata sulla schiena (ne vale la pena allora)?



Una accettabile via di mezzo prevede l'uso di un' altra corda
Annoda una corda a quella sul retro del collo e quindi passala intorno a quella che gira intorno alla vita e alle braccia tirandola, cosicché la corda al collo, è trascinata un poco verso il basso, e quella intorno alle braccia, un poco in alto. Poi continua giù verso i polsi, dopodiché passala, fra i polsi, intorno alla corda che va al polso sinistro e che proviene dalle gambe e quindi sotto l'altra corda che va al polso destro.







A questo punto tirala verso l'alto, per legarla di nuovo alla corda intorno ai gomiti. Questo dovrebbe trascinare la corda intorno ai gomiti un poco in giù, vicino alla sua posizione originaria e automaticamente tirare quella dietro il collo ancora un poco verso il basso, inoltre questa tira le corde che arrivano attraverso le gambe, avvicinando ancora di più i polsi e quanto più esse sono tirate insieme, tanto più stringono intorno ai polsi e tanto più stringono tra le gambe.Posizione stringente ma sempre ragionevolmente comoda







Un'altra variazione puo' essere sul modo di legare i polsi

 


Se vuoi che i suoi polsi siano incrociati e legati dietro la schiena, invece di avvolgere i polsi separatamente con la corda che arriva da sotto le cosce, avvolgili uniti. Questo metodo è più sicuro se la corda è ben tirata e stretta. E' più difficile liberarsi da una corda legata, più e più volte, intorno ai polsi incrociati come a sinistra, piuttosto che da una legata intorno ai polsi, palmo a palmo, come a destra..


Tratto dal sito de Dr fatso



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Il nodo - manetta

Ecco come potete sostituire le manette utilizzando della corda:






Fate un occhiello, per le prime volte potete anche farlo con la corda poggiata su di una superfice, pero' dovrete poi abituarvi a farla senza appoggio.




Fate un secondo occhiello, esattamente uguale al primo







Poggiate il primo occhiello sopra il secondo




Attenzione ora, e' la parte piu' difficile da descrivere e spero di essere sufficientemente chiaro.
In pratica il lato destro del primo occhiello passa SOTTO il lato destro del secondo occhiello
E contemporaneamente il lato sinistro del secondo occhiello passa SOPRA il lato sinistro del primo occhiello.






Adesso iniziate a tirare gli occhielli verso l'esterno, in maniera tale che il nodo centrale si chiuda.






Questo e' l'aspetto finale, come vedete sembra un fiocco.
Adesso potete inserire i polsi negli occhielli, tirare i capi liberi della corda e voila', fatto.










Colgo l'occasione per ringraziare il Dr Fatso ci permette di utilizzare le spiegazioni del suo sito.

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Bondage

Che cos’è esattamente il bondage?
«È un’arte - sì, proprio così, un’arte - di origine giapponese (chiamata shibari)» spiega Beatrice Gigliuto «e consiste nel legare, con i dovuti modi e le necessarie accortezze, il corpo di una persona. Ma cosa c’è di “artistico” in un corpo legato? «Quando un corpo è fermato da nodi particolari – spiega Gigliuto - può essere visivamente bello e sortire un certo impatto estetico». E quali sarebbero le caratteristiche di un nodo bello? «È una questione di gusti, così come la scelta dei colori di un dipinto. Quello che rende i rigger professionisti degli artisti è la capacità di avvolgere il corpo in un intreccio che lo valorizzi».



Oggi il bondage è un’arte, in origine invece…
Piccola nota storica: prima di diventare un’arte, peraltro assai praticata dalle geisha (sì, anche in italiano il plurale di geisha è geisha) all’interno dei loro spettacoli, il bondage ha rappresentato qualcosa di diverso e ha avuto un altro scopo: è stato il metodo utilizzato dagli antichi giapponesi per legare e bloccare i prigionieri. All’epoca, infatti, i giapponesi non disponevano di grandi quantità di metallo (con cui poter realizzare, per esempio, le manette), mentre potevano contare su una notevole abbondanza di yuta, ovvero una fibra tessile naturale. L’ulteriore curiosità: il grande senso estetico, che da sempre ha contraddistinto i giapponesi, ha portato a differenziare i tipi di nodi da fare a seconda dei prigionieri e a crearne di migliori per quelli di maggior prestigio, come per esempio i samurai.

Legare e… poi?
Slegare! Il bondage vero e proprio, spiega Beatrice Gigliuto, riguarda la sola arte del legare e slegare un corpo. E il piacere dovuto, per chi si lascia legare, all'emozione del donarsi a qualcun altro e, per chi lega, quello di ricevere in dono la libertà di un’altra persona e averne cura. Attenzione, quindi, a identificare automaticamente il bondage con qualcosa di erotico: in realtà, l’aspetto sessuale non è un fattore fondante di questa pratica. Può esserci - e molto spesso c’è - ma come un fattore "in più". E in grado di dare al tutto una sfumatura diversa. Erotica, appunto.

Perché (e come) il bondage può diventare una pratica erotica?
«Quando il proprio corpo è legato in maniera opportuna (ma anche quando viene sfiorato o toccato in certi punti da una corda), si possono provare sensazioni amplificate e quindi può aumentare l’intensità del piacere» spiega Beatrice Gigliuto. «E va da sé che, se aumenta il piacere di uno dei due partner, va ad aumentare, di riflesso, anche quello dell’altro. Ad ogni modo, più che associare il bondage all’atto sessuale in sé e dire cosa fare in tal senso, io direi di usare questa pratica per creare un’atmosfera sensuale. Quindi, in sostanza, vedrei il bondage più che altro come unpreliminare. Come un gioco che inizia e finisce prima di passare ad altro».


E' vero che nel bondage si prova dolore?
«Questo è un pregiudizio diffuso, frutto della confusione che spesso e volentieri si fa tra bondage e sadomasochismo» risponde Beatrice Gigliuto. «E allora facciamo chiarezza: nella pratica del bondage non è previsto in alcun modo il dolore. Esula dalla natura fondante di questa pratica». E allora come mai si associa facilmente il bondage a pratiche che includono il dolore? «Perché il bondage è una branca del sadomasochismo e quindi, rispetto a tale pratica, ha sia dei punti in comune, sia degli aspetti diversi. Della differenza ne abbiamo appena parlato (nel bondage non c’è dolore, nel sadomasochismo sì). Il punto in comune, invece, va cercato nel medesimo principio di potere e dominazione. Ne approfitto per precisare anche che quello che comunemente viene chiamato sadomasochismo corrisponde in realtà al cosiddetto BDSM, sigla che indica rapporti inclusivi di Bondage, Dominazione, Sottomissione, Sadomaso».

Chi lega chi?
Non ci sono regole precise ed è difficile che ci siano ruoli fissi. «Il più delle volte si procede in maniera alternata (una volta lego io, una volta tu), modalità che permette di sperimentare il bondage da entrambe le prospettive. Poi ovviamente possono esserci delle predisposizioni dovute al temperamento e allora può capitare che in una coppia una persona “tenda” a legare e viceversa. Direi comunque che sono rare le coppie nelle quali i ruoli sono sempre fissi» afferma Beatrice Gigliuto.

Quali requisiti dovrebbe possedere una coppia per poter sperimentare la pratica del bondage?
«La giusta predisposizione mentale. In particolare – spiega Beatrice Gigliuto - occorrono tre ingredienti:
1) la voglia, assolutamente "condivisa", di provare questa esperienza. Mai avvicinarsi a una pratica di questo genere solo per compiacere il partner: si andrebbe incontro a qualcosa di sgradevole
2) Il desiderio di “giocare”
3) Una buona dose di ironia
Cosa c’entra l’ironia? Ecco, è proprio questo il punto. Troppo spesso il bondage viene visto in maniera più seria del dovuto. Io invece, proprio per tener fede all’ottica di un “gioco di coppia”, direi di abbracciare una prospettiva più ludica e di pensare che eventuali gaffes e momenti buffi fanno parte del gioco. Anzi, sono proprio auspicabili perché possono rendere tutto ancora più divertente!».



Il primo step per una coppia che vuole avvicinarsi al bondage
«Sedersi al tavolino e parlarne per bene» risponde Beatrice Gigliuto. «Prima di sperimentare un’esperienza del genere, bisogna chiarire cosa si vuole e dove (e fin dove) si vuole arrivare. Sì, è veramente essenziale capire e far capire all’altro in che direzione si vorrebbe andare. Poi suggerisco di informarsi e documentarsi. O, perché no, frequentare un corso di bondage per principianti».

Quali limiti non superare sull’onda del piacere o della voglia di sperimentare?
Questo è un punto che è bene chiarire a monte, prima di decidere se sperimentare o no la pratica del bondage. «I limiti – spiega Beatrice Gigliuto - bisogna concordarli prima di essere legati, considerando che tutto ciò che normalmente può avere un effetto, nell’ottica di una persona bendata e legata può averne un altro, sicuramente più forte o persino, questa l’eventualità da considerare, sgradevole. Un esempio? Il classico pizzicotto sul lato B: riceverlo in situazioni scherzose può essere divertente, mentre sentirlo da bendate o legate, a seconda delle persone, potrebbe acquistare un altro sapore. Per il resto, posso suggerire di contenersi e, quindi, di non avere fame di provare tutto e subito: è molto più piacevole sperimentare un certo percorso…».

Quali regole rispettare quando si pratica il bondage?
Beatrice Gigliuto ricorda le seguenti, "fondamentali", specificando che praticare bondage è come andare in macchina e farlo senza attenersi alle regole è come guidare contro mano in autostrada (incidente sicuro!):
- Non legare mai alcune parti del corpo, perché a rischio. Mi riferisco al collo (bastano pochissimi secondi senza ossigeno per creare danni permanenti o per provocare proprio la morte) e tutte le parti del corpo con le vene in vista o poco protette, come l’interno gomiti e l’interno ginocchia. Per i principianti, poi, è meglio non fare legature nemmeno al viso e al seno.
- Rispettare la consensualità: non si lega mai una persona contro la sua volontà (chi lo fa, commette un atto di violenza).
- Scegliere un luogo sicuro: ricordiamoci che la persona legata, in caso di pericolo, non potrebbe scappare. Né deve rischiare di essere messa in condizioni di perdere l’equilibrio e cadere
- Avere sempre a portata di mano delle forbici, perché può succedere di dover tagliare le corde per via di un improvviso mancamento della persona legata o per qualsiasi altro imprevisto.
- Essere in condizioni psico-fisiche ottimali (guai a praticare bondage con una percezione alterata).
- Regolarsi secondo il seguente criterio: la persona legata, dopo, e cioè una volta slegata, dovrà stare fisicamente come prima del bondage e mentalmente meglio. Perché dovrà essersi divertita.
- Avere buon senso. È questa, se vogliamo, la regola generale che può riassumere tutte le altre.

Quali sono gli strumenti necessari per praticare il bondage e dove trovarli?
Ce ne sono vari, risponde Beatrice Gigliuto. Per esempio…
- Le manette. Ma occhio a non sceglierle troppo a buon mercato, perché il rischio è che poi non si riaprano! Ricordatevi che tutti i prodotti scadenti hanno una possibilità di rischio più alta.
- Le corde di cotone o di yuta, perché più morbide. Si trovano nei punti vendita specializzati e sono da preferire a quelle sintetiche, più irritanti.
E poi, tra gli strumenti più casalinghi…
- Sì alla cintura dell’accappatoio
- Sì ai foulard, ma non a quelli costituiti da tessuti sottili, perché presentano nodi più difficili da sciogliere
- Sì alle cravatte, ma solo per bendare gli occhi e non per legare la persona (anche i nodi delle cravatte non si sciolgono facilmente)
Vorrei comunque ricordare che, per sperimentare la sensazione dell’essere “immobilizzati” non servono per forza le corde o strumenti specifici: bondage è anche, più semplicemente, bloccare i polsi dell’altra persona».

Cosa può aggiungere di positivo il bondage all’interno di un rapporto di coppia?
«Una maggiore intimità – risponde Beatrice Gigliuto – a patto, ovviamente, che sia praticato in maniera consensuale e secondo le dovute regole. Per due persone che stanno insieme legare e farsi legare significa sperimentare un’esperienza all’insegna dello scambio di potere e di fiducia. Chi si fa legare cede la propria libertà, ben sapendo, però, che alla minima richiesta di “Stop”, l’altra persona sarà prontissima a fermarsi. D’altra parte, chi ha il compito di legare procede con la massima attenzione, cura e dedizione. E sapendo di non dover mai e poi mai tradire la fiducia ricevuta».

tratto da style.it

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La stanza segreta

Sempre meno falegnameria sempre più saletta.......
(ma la falegnameria resterà nel mio cuore)








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La stanza segreta

I lavori continuano

L'entrata



Leggermente più in ordine


Manca ancora per finirla....


Promette bene.....